Il funerale è stato celebrato ad Asti.
Articolo "Corriere della Sera" del 19/12/2025
Luigi Garrone, il meccanico della parola.Se ne va a 101 anni il decano dei cronisti. Luigi Garrone era il decano dei cronisti piemontesi. Se n’è andato a 101 anni, oltre settanta dei quali passato con in tasca il tesserino da giornalista nel taschino. Ha interpretato il mestiere con passione e dedizione, ed è stato un esempio per tanti. Di origini umili, era nato a Mongiardino d’Asti con una malformazione a un braccio, superata grazie a una complicata operazione chirurgica che lui era solito dire come il primo trapianto di tendine fatto in Italia. L’inclinazione al mestiere l’aveva già manifestata ai tempi del giornalino «Il Castello», che scriveva con un gruppo di compagni di scuola, tra cui c’erano altri due futuri giornalisti come Gino Nebiolo e Primo Maioglio. La sua gioventù, tuttavia, fu funestata dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. Un contesto che lo vide entrare a far parte della Resistenza. Nel Dopoguerra, la laurea in Lettere e, dopo una breve esperienza come insegnante, l’ingresso in Way Assauto, importante azienda astigiana del settore meccanico di cui è stato dirigente. Ma la sua vera passione è sempre stata la scrittura. Così Luigi, che era diventato giornalista nel 1950, ha coltivato anche una lunga carriera come corrispondente per molti giornali: Gazzetta del popolo, Corriere della Sera, Ansa e svariati media locali operanti nei suoi territori. Tutte testate a cui forniva i suoi contributi mai banali, ricchi di aneddoti con una penna leggera in grado di dire le cose come stavano. Ha raccolto racconti e aneddoti, mescolandoli con una giusta dose di ironia, anche nei libri «Ieri in campagna» e dal «Fuorisacco al web». Nel 2023, l’Ordine dei giornalisti gli aveva conferito un riconoscimento per i settant’anni di carriera, a suggello di un percorso straordinario nel mondo dell’informazione; in occasione del compimento dei 100 anni era stato il protagonista di una festa durante la quale il sindaco Rasero gli consegnò la pergamena di Patriarca dell’Astigiano. Vedovo dell’amata Lina, scomparsa nel 2020, lascia i figli Paolo e Giorgio e quattro nipoti. Il funerale è stato celebrato ad Asti.

