Lascia le figlie Matilde, Virginia e Lucrezia, il compagno Pippo e una comunità che nella chiesa dello Spirito Santo l’ha salutata con rispetto.
Articolo "Corriere della Sera" del 31/12/2025
Appartenere alla sua comunità per Tamara era tuttoChi lavora nella ristorazione sa che il mestiere non conosce malattia né stanchezza. Tamara Sacco, 53 anni, di Maggiora, lo sapeva meglio di chiunque altro. E quando la malattia l’ha costretta a una battaglia impari, ha affrontato anche quella come faceva al bancone de «La Sportiva»: senza sottrarsi, pensando prima agli altri che a se stessa. Non si è nascosta Tamara, nemmeno quando il dolore si faceva insopportabile. Ha continuato a partecipare alla vita del paese, a esserci. Chi l’ha vista alla finale nazionale del Palio delle botti «Città del vino», in una delle ultime occasioni pubbliche, ha capito cos’era per lei quella comunità: tutto. Non un obbligo, ma una scelta quotidiana di appartenenza. Cresciuta tra i tavoli del bar ristorante e pizzeria di famiglia, aveva iniziato prestissimo ad aiutare in sala. Poi la strada autonoma, sempre nello stesso mondo: ristorazione e grande distribuzione. Lascia le figlie Matilde, Virginia e Lucrezia, il compagno Pippo e una comunità che nella chiesa dello Spirito Santo l’ha salutata con rispetto.

