«Il vuoto che lascia è incolmabile, ma il suo segno resterà eterno nei bozzetti, nei disegni, nei dipinti che ha lasciato ai posteri e nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo — racconta Cenci —. Le sue opere, che spaziano dal figurativo al surrealismo, fino a una matura consapevolezza metafisica, continueranno a testimoniare la sua capacità unica di trasformare oggetti comuni in messaggi profondi. Lui mancherà a tutti noi. Ma i suoi disegni non ce lo faranno dimenticare».
Articolo "Corriere della Sera" del 06/05/2026
Paolo Bernardi, pittore e scenografo «Sapeva trasfigurare oggetti comuni»L’arte, quella capace di dare forma ai sogni, era stata sua compagna per tutta la vita. Aveva 77 anni Paolo Bernardi, figura di spicco nel panorama artistico e teatrale italiano. È morto dopo una lunga malattia mentre era ricoverato in ospedale ad Asti. Pittore, scenografo e costumista, Bernardi ha dedicato la sua intera esistenza all’arte e all’insegnamento. Originario dell’Astigiano, viveva a Castello di Annone, era con gli anni diventato uno storico docente del liceo Artistico di Torino e delle Accademie di Belle Arti di Torino, Bologna, Roma e di Brera, a Milano. Insomma Paolo Bernardi aveva dedicato la vita all’arte. Giovanissimo aveva esordito al Teatro Regio di Torino. Era il 1969 e lui muoveva i primi passi lavorando alle grandi produzioni per la Rai. Così, piano piano le sue opere erano diventate palcoscenici in svariati spettacoli, dal genere poliziesco ai programmi musicali. Maestro del Palio di Asti nel 2019 per cui aveva disegnato molti drappi, simbolo della manifestazione, e anima colta, proprio in città era stata presentata qualche anno fa la sua retrospettiva «Pittore in scena». Non solo. Proprio nei giorni scorsi si è chiusa la sua mostra antologica «Paolo Bernardi, 63 anni dopo...» ospitata alla Fondazione Eugenio Guglielminetti dove sono state esposte le sue opere, disegni e bozzetti dagli anni Sessanta a oggi simbolo della sua unione con l’arte. Paolo Bernardi lascia la compagna di una vita, l’attrice Athina Cenci, alla quale è stato legato e con cui ha condiviso la stessa passione. «Il vuoto che lascia è incolmabile, ma il suo segno resterà eterno nei bozzetti, nei disegni, nei dipinti che ha lasciato ai posteri e nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo — racconta Cenci —. Le sue opere, che spaziano dal figurativo al surrealismo, fino a una matura consapevolezza metafisica, continueranno a testimoniare la sua capacità unica di trasformare oggetti comuni in messaggi profondi. Lui mancherà a tutti noi. Ma i suoi disegni non ce lo faranno dimenticare».

