«Andrea lascia un vuoto enorme — dice ancora il sindaco —, ma anche un’eredità preziosa: il coraggio, la gentilezza, la capacità di lottare senza mai perdere il sorriso. Non possiamo che ringraziarlo per ciò che ha fatto per noi».
Articolo "Corriere della Sera" del 10/02/2026
Andrea Bes ha trasformato la disabilità in una battaglia di civiltà e inclusione«Andrea era una vera coscienza civile. Un uomo che è riuscito a trasformare la malattia in una battaglia quotidiana. Non solo un Consigliere comunale di Giaveno. Ma una persona che si è impegnata per il prossimo, per difendere diritti e insegnare a guardare la disabilità con uno sguardo nuovo. Non ha mai chiesto privilegi ma uguaglianza». Stefano Olocco, primo cittadino di Giaveno, ricorda così Andrea Bes, consigliere comunale di maggioranza nel paese della Valsusa. Cinquant’anni compiuti lo scorso novembre, Bes era affetto da atrofia muscolare spinale di tipo 3, una condizione che lo costringeva sulla sedia a rotelle. Una persona diventata negli anni un punto di riferimento per l’intera comunità. Si era speso per l’inclusione sociale diventando anche scrittore con il libro, autobiografico, La battaglia contro il nulla dove scrisse: «Quelle che fanno credere ai “normodotati” di essere superiori, mettendo così un abisso di pregiudizi idioti tra loro e noi disabili… per tutte le altre mi bastano tenacia, buona volontà e un po’ di senso pratico». Negli ultimi anni aveva seguito terapie innovative, tra cui il trattamento con Spinraza, farmaco sviluppato per rallentare l’evoluzione della Sma. Un percorso affrontato con speranza e consapevolezza, senza mai farne un elemento di protagonismo, ma come parte di una vita vissuta con dignità e coraggio. Qualche settimana fa aveva festeggiato l’ultimo traguardo raggiunto con determinazione: far approvare in consiglio comunale lo stanziamento di una quota da destinare alla redazione (da affidare ad un esperto del settore) del Peba, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Lascia la mamma Marilena, presidente del consiglio comunale, che ha accompagnato Andrea con amore instancabile per 50 anni di vita e le sorelle Giorgia ed Erica. «Andrea lascia un vuoto enorme — dice ancora il sindaco —, ma anche un’eredità preziosa: il coraggio, la gentilezza, la capacità di lottare senza mai perdere il sorriso. Non possiamo che ringraziarlo per ciò che ha fatto per noi».

