Lascia la moglie Antonietta e le figlie Cristina e Mira.
Articolo "Corriere della Sera" del 20/02/2026
L’alpino che sapeva aggiustare tuttoAngelo tra officina, Toro e amici. Aveva lavorato come tornitore aggiustatore alla Rivoira di Chivasso. Un lavoro trovato dopo essere rientrato dalla Germania, dove si era trasferito qualche anno prima in cerca di fortuna. Aveva 84 anni Angelo Monaco e aveva scelto di vivere a Torrazza Piemonte, proprio dove era nato. E in paese ha incontrato il vero amore, la sua Antonietta che gli è rimasta al suo fianco per oltre e cinquant’anni. Una coppia inseparabile: anche quando la malattia ha colpito la donna costringendola in casa di riposo lui non l’ha mai lasciata sola. Ogni giorno arrivava nel centro in cui la donna è ospitata con un regalo e un sorriso pronto per essere sfoggiato. Un uomo dalle mille passioni. Tra i suoi hobby quello di sistemare tutto ciò che trovava non funzionante. Dalle biciclette ai più piccoli utensili fino ai motorini era deciso a dare sempre una seconda possibilità ad ogni cosa. Del resto Angelo sta cresciuto nel dopoguerra e aveva imparato a riutilizzare tutto ciò che si trovava. Da bambino, dopo il grave incidente che costò la vita al padre, si fece carico di un fratello più piccolo di dieci anni e della madre rimasta in sedia a rotelle. E aveva continuato così per tutta la sua vita. Non si era infatti mai tirato indietro davanti a nulla e nessuno. Per un aiuto pratico, un sostegno economico, un consiglio o anche solo una parola lui c’era sempre. Legato al volontariato, era entrato nel corpo degli Alpini da giovane e, ora che non riusciva più a frequentare il gruppo, aveva sempre custodito il suo cappello con la penna nera vicino alla sua bandiera del Toro, altro suo grande amore. Negli ultimi tempi lo si poteva trovare sempre alla bocciofila dove trascorreva pomeriggi a giocare a scopa, fino all’ultima carta. «Ripeteva sempre, con la sua solarità, che le carte bisognava saperle giocare — dice la figlia —. Guai a toccargliele. Adorava la musica, le serate in balera. Papà amava le cose autentiche, le cose semplici e autentiche, dal formaggio alla cibo fatto in casa». Lascia la moglie Antonietta e le figlie Cristina e Mira.

