Necrologio di MARIA CARMELA RICCI


In Memoria di
MARIA CARMELA RICCI
Età 113
Corriere della Sera
E non ha mai smesso di raccontare ciò che aveva visto così che loro potessero conoscere e raccontare a loro volta ai figli. Perché, diceva, «si impara dal nostro passato così da non commettere gli stessi errori».

Articolo "Corriere della Sera" del 21/02/2026

Maria Ricci, la più anziana del Piemonte. «Era la lunga memoria del Novecento»

«Il mio segreto? Una vita sana, tante passeggiate e vivere la famiglia attraverso mia figlia e i nipoti». Era questa la risposta che Maria Carmela Ricci, morta a 113 anni e 307 giorni, dava a chi le chiedeva il suo elisir di lunga vita. Nata a San Bartolomeo in Galdo, in Campania, si era trasferita giovanissima a Novara, dove ancora viveva e aveva visto trascorrere davanti ai suoi occhi il Novecento e il nuovo secolo. Maria Carmela è stata la donna più anziana del Piemonte, la seconda in tutta Italia. Da qualche tempo, dopo l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, era ricoverata in ospedale di Galliate. Ma per tutta la vita è stata considerata come una vera memoria vivente del Novecento. Una donna che aveva attraversato guerre, ricostruzioni, trasformazioni sociali e rivoluzioni tecnologiche senza mai perdere il tratto che l’ha sempre contraddistinta: la discrezione. Una peculiarità che, superati i cento anni, l’aveva portata a declinare cortesemente le celebrazioni e le feste comunali organizzate in suo onore. Nata il 16 aprile 1912, figlia di Angelantonio, era stata battezzata pochi giorni dopo, il 28 aprile, con madrina Rosa Bimonte di Generoso. I genitori erano poi stati costretti, per cercare lavoro, a trasferirsi in Piemonte, a Novara. È proprio in città ha poi continuato a vivere, una volta rimasta vedova, con la figlia. Una donna semplice che ha fatto della famiglia la sua grande vocazione. Con la figlia la si poteva incontrare per le vie della città intenta a fare spese, o solo quattro passi per uscire di casa. Fino ad aprile, al compimento dei 113 anni, godeva ancora di buona salute. Uno stile di vita riservato il suo, legato al focolare e alle tradizioni da portare avanti e tramandare così da non perdere. Ha visto così la figlia crescere, i nipoti diventare grandi e laurearsi. E non ha mai smesso di raccontare ciò che aveva visto così che loro potessero conoscere e raccontare a loro volta ai figli. Perché, diceva, «si impara dal nostro passato così da non commettere gli stessi errori».

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