Saranno tanti coloro che varcheranno la soglia della chiesa per ricordare un uomo capace di amare il proprio territorio, di raccontarlo attraverso ogni piatto e ogni ingrediente scelto.
Articolo "Corriere della Sera" del 24/04/2026
Gianni Valsesia, il patron de La Baita «Fu lo chef delle montagne olimpiche»Quando la neve copriva il Colle e i turisti cercavano calore, c’era sempre un posto dove il profumo del cibo genuino sapeva di casa. Sestriere piange Gianni Valsesia, scomparso nel pomeriggio di martedì 21 aprile all’età di 89 anni. Nel 1974, insieme alla moglie Marisa, aprì il Ristorante La Baita al Colle, dando vita a quello che sarebbe diventato, nel tempo, uno dei locali più amati delle montagne olimpiche. Una cucina fondata sulle materie prime del territorio, cercate e selezionate da Gianni con cura meticolosa, trasformate in piatti che raccontavano la montagna prima ancora di arrivare in tavola. Per oltre cinquant’anni, La Baita fu molto più di un semplice ristorante: generazioni di famiglie, turisti e ospiti celebri trovarono tra quelle mura un’accoglienza schietta, senza artifici, dove l’ottimo cibo e l’atmosfera cordiale parlavano da soli. I vip venivano accolti con la stessa discrezione riservata agli habitué: a Gianni interessava che tutti si sentissero a proprio agio. Nel 2024, in occasione del cinquantesimo anniversario, l’amministrazione comunale di Sestriere gli consegnò una targa di riconoscimento per il contributo straordinario al turismo locale. Arrivò anche il saluto della Regione Piemonte, firmato dal Presidente Alberto Cirio e dalla Sottosegretaria Claudia Porchietto: «Al Ristorante La Baita, riferimento della ristorazione delle montagne olimpiche, grazie per la passione e la dedizione che in tutti questi anni vi hanno contraddistinto». Parole che rispecchiavano ciò che Sestriere già sapeva da tempo. Gianni lascia i figli Luciano, Elena e Antonella, cresciuti tra i profumi della cucina di famiglia e oggi custodi di quella stessa tradizione enogastronomica. Un’eredità viva, non soltanto nei ricordi. Oggi, alle 15, nella parrocchia di Sant’Edoardo, la comunità gli attribuirà l’ultimo saluto. Saranno tanti coloro che varcheranno la soglia della chiesa per ricordare un uomo capace di amare il proprio territorio, di raccontarlo attraverso ogni piatto e ogni ingrediente scelto.

