Necrologio di EMMA CAMAGNA


In Memoria di
EMMA CAMAGNA
Età 94
Corriere della Sera
«Ricordiamo con grande affetto Emma Camagna, il suo amore e la dedizione per la professione — affermano dall’organizzazione —. Fin dalla sua istituzione e per molti anni, Emma ha assicurato un contributo di qualità nel ricordo di Franco Marchiaro e del percorso professionale che li aveva visti, fianco a fianco, a La Stampa».

Articolo "Corriere della Sera" del 22/08/2026

Emma Camagna, cronista d’altri tempi

«Il giornalismo è il lavoro più bello del mondo». Emma Camagna amava ripeterlo con convinzione: a questo mestiere ha dedicato tutta la sua vita. Se n’è andata a 94 anni, mentre era ricoverata in casa di riposo per i postumi di una frattura al femore. È stata una straordinaria decana del giornalismo. Ereditò la sua passione dal padre Giovanni, storica firma de La Stampa , e da ragazzina era stata compagna di banco di Umberto Eco al liceo classico Plana. Poi, il via a una lunga carriera che l’ha vista scrivere su La Stampa come il padre e raccontare la sua città su Telecity, storico canale televisivo locale. Aveva iniziato da cronista sportiva, distinguendosi come una delle prime donne in Italia a scrivere di calcio, in un settore allora popolato quasi esclusivamente da uomini. Ma lei aveva una visione moderna che la portava ad anticipare i tempi. Si muoveva con determinazione, penna e taccuino alla mano, e raccontò l’epopea dell’Alessandria ma anche i primi passi del Golden Boy Gianni Rivera, uno dei più grandi calciatori italiani, il cui percorso calcistico iniziò proprio al Moccagatta. Emma, in seguito, si è dedicata anche alla cronaca nera e giudiziaria, al racconto delle storie, piccole e grandi, di Alessandria. Approfondiva e «scavava» per spiegare nel modo più dettagliato possibile tutto quello che c’era dietro a personaggi, vicende, dinamiche della sua città. Tra i momenti più memorabili della sua attività resta quanto accaduto nel maggio 1974, quando Emma fu presente in prima persona nel carcere di piazza Don Soria insieme ai colleghi Franco Marchiaro e Giuseppe Zerbino per raccogliere le istanze dei detenuti in occasione di una tremenda rivolta che costò la vita a sette persone. Lo stile di Emma era unico e inconfondibile, così come la sua voce, resa un po’ roca dal fumo di sigaro, che col tempo era diventato la sua cifra. Non solo lavoro, storie e cronaca. Emma, parallelamente all’attività professionale, ha sempre dedicato grande impegno al mondo del sociale. In particolare, per molti anni da volontaria ha accompagnato malati e pellegrini a Lourdes. Definì questa attività «l’esperienza più bella della vita». Negli ultimi anni ha fatto parte della giuria del prestigiosissimo Premio giornalistico «Franco Marchiaro», intitolato al suo ex caro collega. «Ricordiamo con grande affetto Emma Camagna, il suo amore e la dedizione per la professione — affermano dall’organizzazione —. Fin dalla sua istituzione e per molti anni, Emma ha assicurato un contributo di qualità nel ricordo di Franco Marchiaro e del percorso professionale che li aveva visti, fianco a fianco, a La Stampa».

nessuna cerimonia caricata

Visibile a tutti gli utenti