Necrologio di MARCO LUCCHINI


In Memoria di
MARCO LUCCHINI
Età 56
Corriere della Sera
Il ritratto di «Gaghi», un uomo che aveva il Toro nel cuore e sulla pelle e che per tanti anni aveva fatto dell’Olimpico una seconda casa.

Articolo "Corriere della Sera" del 29/08/2026

L’abbraccio del Toro a «Gaghi», tifoso speciale

Marco Lucchini si è spento a 56 anni. Per diciassette anni aveva accompagnato allo stadio Giuseppe Cairo, padre del presidente del Torino Urbano, e vicepresidente del club. Poi aveva continuato a essere una presenza fissa all’Olimpico Grande Torino. Una presenza discreta, diventata nel tempo parte della vita dello stadio. Per questo, ieri mattina, nella chiesa parrocchiale dei Santi Michele e Pietro di Felizzano, al dolore della famiglia e di un intero paese si è unito anche quello del Toro: ai funerali di Marco Lucchini, scomparso improvvisamente a 56 anni per un malore, c’era il labaro del Torino Football Club, listato a lutto. A Felizzano, Marco era «Gaghi». Un soprannome familiare, quello di una persona conosciuta e benvoluta. «Mio fratello era una persona solare, disponibile. Lascia un grande vuoto», racconta il fratello maggiore Massimo. Un vuoto che si accompagna al ricordo di una passione granata vissuta senza mezze misure. «Era un grande tifoso del Toro. Tutta la famiglia è granata, anche io. Marco aveva il Toro dappertutto, nel cuore e sulla pelle: aveva un toro tatuato sulla gamba». Granata era anche il filo che aveva portato Marco a costruire un rapporto speciale con Giuseppe Cairo, condividendo con lui sabati e domeniche. «Era un po’ come se fosse suo zio — racconta Massimo —. Erano sempre insieme». Un rapporto nato anche sul lavoro, ma diventato negli anni un legame affettivo. Marco aveva lavorato anche nelle case di Masio di Urbano Cairo e del padre Giuseppe. Era lo storico elettricista del paese, con un’impresa e alcuni collaboratori. Una professione esercitata con quella serietà che gli viene riconosciuta da chi lo ha conosciuto. «Era veramente encomiabile per professionalità, impegno e disponibilità — ricorda Ugo Carenini, ex consigliere del Torino —. Era un punto di riferimento per tutte le problematiche elettriche». E anche per Carenini il rapporto con Marco andava oltre il lavoro: «Per me era una persona squisita, molto professionale. Quando ho dovuto ristrutturare la casa di mio padre, ha fatto tutto lui». Tra i luoghi in cui aveva lasciato il segno c’era anche il castello di Redabue dei marchesi Lamba Doria, a Masio. Marco era un punto di riferimento per le necessità elettriche della dimora e per gli eventi organizzati al suo interno, compresi i matrimoni. Nelle scorse ore anche al castello lo hanno ricordato con un manifesto di ringraziamento e commiato. Il Torino ha voluto unirsi al cordoglio con un messaggio sul proprio sito: «Il presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club, addolorati per la tristissima notizia, sono vicini con affetto alla famiglia Lucchini nel ricordo di Marco Lucchini». Il club ha ricordato «un grandissimo tifoso del Toro, presenza fissa allo stadio Olimpico Grande Torino», stringendosi alla mamma Milena, alla compagna Monica, al fratello Massimo con Stefania, ai nipoti Andtrea e Alessandro, e a tutti i parenti. «Un ragazzo d’oro, semplice e buono, che lascerà un ricordo luminoso in tutti noi»: così lo ha salutato la sua parrocchia. E sui social, sotto l’annuncio della prematura scomparsa, tornano le parole di chi lo ha conosciuto bene: il sorriso, la bontà, l’allegria, la disponibilità. Il ritratto di «Gaghi», un uomo che aveva il Toro nel cuore e sulla pelle e che per tanti anni aveva fatto dell’Olimpico una seconda casa.

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