Necrologio di GUIDO NASI


In Memoria di
GUIDO NASI
Età 43
Corriere della Sera
Libri, racconti, testimonianze, un invito a guardare la fragilità senza paura.

Articolo "Corriere della Sera" del 09/01/2026

Guido Nasi, trasformò il trauma vissuto sul suo corpo in parole

È morto a 43 anni Guido Nasi, lo scrittore torinese che ha saputo affrontare il dolore con una resilienza concreta, senza fronzoli. La sua vita cambiò radicalmente a 17 anni, nel 1999, durante un soggiorno a Dublino per un programma Erasmus. Mentre era in un locale venne assalito da un rapinatore e colpito violentemente alla testa. Cadde in coma e si risvegliò 45 giorni dopo, muto e tetraplegico. A Torino ha vissuto in carrozzina, muovendo con difficoltà solo la mano sinistra e comunicando tramite un tablet speciale. Ma la disabilità non ha fermato la sua voglia di comunicare col mondo. Ha pubblicato poesie, racconti e soprattutto Il lottatore, un’autobiografia realizzata con l’autore Massimo Tallone. Un libro diviso in tre parti: prima la giovinezza, spensierata, interrotta dal trauma di Dublino. Infine uno sguardo al futuro, sempre con un tocco d’ironia. Illustrando però, al contempo, la sua battaglia contro quel «parkinsonismo da trauma» che lui stesso, navigando in rete, si era autodiagnosticato. La sua scrittura non punta alla retorica del supereroe, ma racconta con lucidità e precisione la vita dopo l’incidente, il rapporto con il corpo, la solitudine e le difficoltà quotidiane. Una storia che parla di coraggio e dignità. L’aggressore, condannato a otto anni di carcere, non ha mai chiesto scusa. Discorso opposto per il resto dell’Irlanda che si è subito mobilitata con tv e giornali in raccolte fondi e aiuti concreti, mentre lo Stato riconobbe un risarcimento alla famiglia. Guido è stato studente del liceo Gioberti e poi di Scienze matematiche, ma tra le sue passioni c’era anche l’astrofisica. Parallelamente, aveva sviluppato l’attitudine alla scrittura. Negli anni ha collaborato con riviste e blog, tra esperienze di vita quotidiana e riflessioni su scienza e cultura. Ha dimostrato una tenacia rara, nonostante le limitazioni fisiche. La comunità torinese, così come quella irlandese, non possono che ricordarlo con affetto. Parte della sua eredità è lì, alla portata di tutti. Libri, racconti, testimonianze, un invito a guardare la fragilità senza paura.

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