Necrologio di FULVIO FIORI


In Memoria di
FULVIO FIORI
Età 70
Corriere della Sera
Torino gli dice addio con una delle sue frasi più utilizzate: «Un saluto sorridente».

Articolo "Corriere della Sera" del 22/01/2026

«Vivere mi piace da morire»: Fulvio Fiori

Settant’anni dedicati al potere delle parole. Ha dedicato la vita al potere delle parole, convinto che un testo ben costruito potesse illuminare, curare, far riflettere. Torino piange Fulvio Fiori, scomparso lo scorso 28 dicembre all’età di 70 anni, una figura poliedrica della cultura italiana tra scrittura, teatro e pubblicità. La sua carriera è stata un intreccio di linguaggi: dalle campagne pubblicitarie internazionali alle scene teatrali, dai romanzi ai saggi, fino alla creazione dei celebri «aFIORIsmi», brevi riflessioni capaci di catturare con ironia e precisione la complessità della vita quotidiana. Nato a Milano il 9 luglio 1955, Fiori ha saputo coniugare l’intelligenza del comico con la profondità del pensatore. Ha pubblicato con Feltrinelli, Tea, Lindau e Tranchida e ricevuto riconoscimenti come il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e il Premio Teatro Totale per la drammaturgia. La sua scrittura non si limitava a intrattenere: era anche strumento di consapevolezza grazie alla Bioscrittura, metodo ideato per aiutare le persone a riflettere su se stesse e sui propri percorsi di vita. «Era una persona solare, generosa e amante della vita — racconta la moglie, Elena Guglielmotto —. Con la sua scrittura ha aiutato molte persone, aveva una predisposizione naturale per l’ascolto e per essere una presenza ottimista e carismatica. Ma è stato anche campione di karate e maestro di tai chi, non si è fatto mancare nulla». Per salutarlo, la moglie ha organizzato una festa con gli amici più stretti: «Lui avrebbe voluto così, non voleva un’atmosfera funebre ma un brindisi. Sono arrivate più di 70 persone da tutta Italia. L’aforisma a cui era più legato era «Vivere mi piace da morire». Chi lo ha conosciuto ricorda un uomo attento e preciso, capace di trasmettere concetti complessi con chiarezza e leggerezza. Nel teatro ha firmato testi originali, interpretando e dirigendo spettacoli con un approccio rigoroso ma mai didascalico, sempre attento a stimolare la riflessione dello spettatore. Lascia la moglie Elena, il suo amato cane Pablo e tantissimi amici. Torino gli dice addio con una delle sue frasi più utilizzate: «Un saluto sorridente».

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