«Addio, Marco Magrini — dice Carlo Nesti, giornalista sportivo torinese —. Tuo padre, Angelo, costruì le scarpe da calcio, su misura, anche per uno… scarso, come me…».
Articolo "Corriere della Sera" del 31/01/2026
Marco Magrini era il re dei tacchettiLe sue scarpe per Zaccarelli e Graziani. Era uno dei pochi artigiani di Torino capaci di realizzare scarpe da calcio su misura. Lo aveva fatto continuando la tradizione appresa dal padre Angelo che, con grande preparazione, gli aveva insegnato il suo mestiere, ripetendogli sempre che: «I piedi ci portano nel mondo. Sono il nostro viaggio quotidiano». E Marco Magrini, 64 anni, lo aveva imparato con il tempo. Nato e cresciuto a Torino, aveva trascorso la sua infanzia ad osservare, in un silenzio quasi religioso, il padre mentre, con le sue mani, trasformava il cuoio in scarpe artigianali. Calzature inizialmente dedicate all’atletica leggera, al bowling e alla guida professionale che, con il passare degli anni, avevano cambiato destinazione venendo dedicate al gioco del calcio. Un laboratorio diventato negli anni un punto di riferimento valido per chiunque cercasse non solo una scarpa, ma lo strumento perfetto per vivere la propria passione sportiva. Nella bottega di corso Regina Margherita, realtà nata negli anni sessanta, col tempo sono passati i grandi campioni di Juventus e Toro. Nomi illustri che ai tempi giocavano in serie A come Fabio Capello, Marco Tardelli, Oscar Damiani. Sue le scarpe anche indossate durante lo Scudetto del Toro del 1976. Un grande vanto per un artigiano che era anche tifoso. Ai piedi di quei campioni che stavano per vincere il titolo e calciatori come Renato Zaccarelli e Ciccio Graziani si affidavano alle sue sapienti mani. Marco Magrini apparteneva a quella generazione di artigiani torinesi che parlavano poco e lavoravano molto e bene. Restando fedele ai principi della qualità artigianale, sapeva gestire ogni particolarità morfologica, realizzando scarpe su misura per piante larghe o strette, garantendo un servizio post-vendita e riparazioni che aggiungevano valore al rapporto di fiducia con i clienti. Calzature disegnate a mano e cucire su misura, alla portata di tutti. «Addio, Marco Magrini — dice Carlo Nesti, giornalista sportivo torinese —. Tuo padre, Angelo, costruì le scarpe da calcio, su misura, anche per uno… scarso, come me…».

