Necrologio di CESARE CASTELLOTTI


In Memoria di
CESARE CASTELLOTTI
Età 86
Corriere della Sera
La sua scomparsa lascia il ricordo di un giornalista che non ha mai dovuto alzare la voce per farsi ascoltare. «Da Torino è tutto, a voi studio».

Articolo "Corriere della Sera" del 06/02/2026

Cesare Castellotti, la sobrietà sabauda applicata alle telecronache del calcio

Cesare Castellotti, mancato a 86 anni, era torinese nel tono misurato, nella curiosità mai invadente, in quella sobrietà che era prima di tutto un metodo. Aveva portato con sé per tutta la sua carriera di giornalista quel tratto tipico della città che preferisce il rigore all’enfasi. Anche quando, dalla ribalta nazionale di 90° Minuto, entrava ogni domenica nelle case degli italiani, restava fedele a un’idea precisa del racconto: chiaro e affidabile. Castellotti aveva mosso i primi passi professionali in Rai a Torino, quando la città era ancora uno dei cuori produttivi dell’informazione pubblica. Lì aveva costruito una credibilità che lo avrebbe accompagnato nei grandi eventi sportivi nazionali e internazionali. Ha seguito un’epoca d’oro del calcio torinese, raccontando l’ultimo storico scudetto del Torino del 1975-76 e le imprese europee della Juve di Trapattoni. Quando il collega fiorentino Marcello Giannini sottolineò a 90° Minuto la passione del Divin Codino per la maglia viola, lui si collegò da Torino e tagliò cortissimo dando la notizia del trasferimento in bianconero: «Mettetevi il cuore in pace, Baggio è già della Juve». Carlo Nesti, altro volto noto del giornalismo, lo ricorda così: «Grande e nobile professionista. È stato, nella Rai di Torino, prima segretario di redazione e poi, per vent’anni, caposervizio del nucleo sportivo formato da Barletti, Costa, Calcagno e me. Volto storico del 90° Minuto di Paolo Valenti. È diventato Gianduja Vettorello, nella spassosa imitazione di Teo Teocoli. Ha amato più il golf, la sua vera passione, che non il calcio. E ha adorato il Brasile, la sua terra promessa». Castellotti ha seguito cinque Mondiali di calcio e sei Olimpiadi per la Rai, diventando una figura centrale del Tgr Piemonte. In un’epoca in cui il racconto sportivo tende sempre più alle telecronache urlate, Castellotti rappresentava la strada della competenza e della pacatezza. La sua scomparsa lascia il ricordo di un giornalista che non ha mai dovuto alzare la voce per farsi ascoltare. «Da Torino è tutto, a voi studio».

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