Necrologio di MARGHERITA CRESCIMONE


In Memoria di
MARGHERITA CRESCIMONE
Età 97
Corriere della Sera
Era sempre a disposizione, attenta alle necessità delle redazioni — e attenta, anche, a un utilizzo oculato del (non molto) denaro che circolava intorno alla carta stampata della diocesi».

Articolo "Corriere della Sera" del 13/02/2026

Margherita Crescimone, un’economista al servizio di diocesi e giornali cattolici

La sua dedizione alla professione era accompagnata dall’impegno per i più poveri. Margherita Crescimone, 97 anni, è stata commercialista a Torino e una delle veterane dell’ordine. «Frequentavo ancora l’università quando ho iniziato ad assistere enti non commerciali di natura religiosa — raccontava —. Le norme relative erano semplici e scarne. Il mondo del volontariato nel settore assistenziale e culturale era appassionato e genuino. La collaborazione a questo particolare mondo era veramente inteso come servizio e non certo come fonte di lucro». È deceduta a Torino lasciando il fratello, la sorella e le nipoti con cui da molti anni condivideva la casa e la vita. Dopo un’esperienza lavorativa in Fiat aveva avviato un proprio studio di commercialista, guadagnandosi stima e prestigio fra le numerose aziende, torinesi e non solo, che hanno usufruito dei suoi servizi di consulenza. Impegnata con «Torino chiese» fin dagli anni ’50, è stata tra le più fidate e ascoltate collaboratrici di monsignor Michele Enriore, per molti anni responsabile delle attività economiche della diocesi, nel tempo in cui la crescita degli abitanti e delle case di Torino richiedeva anche la presenza di nuovi centri religiosi. «A lungo ha fatto parte del Consiglio diocesano per gli affari economici e ha curato anche settori particolari come la Fondazione Pugno», racconta l’amico Marco Bonatti. La sua seconda casa è stata quella delle Opere Cattoliche, inaugurate nel 1961: amministratrice del condominio fra le varie associazioni e istituzioni, ha anche prestato la propria consulenza all’Opera diocesana pellegrinaggi e all’Opera buona stampa. Si è anche messa al servizio dei giornali cattolici, come responsabile amministrativa de La voce del popolo e Il nostro tempo, dagli anni ’60 fino al 2000. Era sempre a disposizione, attenta alle necessità delle redazioni — e attenta, anche, a un utilizzo oculato del (non molto) denaro che circolava intorno alla carta stampata della diocesi».

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