Un unicum nel panorama italiano.
Articolo "Corriere della Sera" del 10/03/2026
Umberto Allemandi, addio all’editore che ha inventato Il Giornale dell’arteMorto nel giorno del suo 88esimo compleanno, lo si ricorda per la grande ironia e il savoir faire. È scomparso ieri a Torino nel giorno del suo 88esimo compleanno, dopo una breve malattia, Umberto Allemandi, uno dei grandi editori d’arte italiani. Nel 1982 aveva fondato la casa editrice Allemandi, ben nota agli appassionati per la qualità editoriale dei molti volumi pubblicati, da subito affidati ai massimi esperti nazionali e internazionali, e ben riconoscibile per le caratteristiche copertine «verde Allemandi». Nel 1983, con straordinaria intuizione e grande successo, aveva dato il via alla pubblicazione di Il Giornale dell’Arte, un mensile di informazione culturale e artistica che, per la prima volta nel mondo dell’arte, non si presenta come una rivista bensì, con il suo formato tabloid, come un quotidiano informativo. Oggi anche quotidiano online, è un riferimento imprescindibile nel settore artistico e nel corso degli anni ha accolto i grandi nomi della critica e dell’economia dell’arte, della museografia, dell’archeologia e della curatela, da Federico Zeri a Vittorio Sgarbi, da Armando Testa ad Achille Bonito Oliva e moltissimi altri. Un prodotto di tale successo da dar vita, fin dagli anni 90, a un network di edizioni internazionali, dal mondo anglosassone (con The Art Newspaper, fondato nel 1990), alla Spagna alla Francia, fino alla Russia e Cina. Negli anni la casa editrice ha pubblicato volumi spesso fondamentali nella storia dell’arte, delle arti decorative e dell’architettura, affidati ad alcuni dei massimi nomi della critica internazionale: dai primissimi, curati da Mina Gregori, Alvar González-Palacios e John Pope-Hennessy, per arrivare ad autori come Clement Greenberg, Federico Zeri, Michael Jaffé, Francis Haskell, Jean Clair, Rafael Moneo, Ignasi de Solà-Morales, Renzo Piano, Francis Russell, Angela Vettese, Antonio Paolucci… In questo mondo di artisti, critici e intellettuali Umberto Allemandi è entrato e ha vissuto da protagonista, con atteggiamento partecipe e insieme distaccato, con ironia e savoir faire, e un carattere determinato e mai indulgente, stemperato da un fascino che ha conquistato molti e non è mai venuto meno. Allemandi era nato a Torino il 9 marzo 1938 e fin da giovane aveva lavorato nel mondo della creatività, prima con Armando Testa nella sua agenzia (1959-61), poi tra il 1961 e il 1981 con l’editore Giulio Bolaffi, inventando il celebre Catalogo Bolaffi dell’arte moderna per poi assumere la direzione della celebre rivista Bolaffi Arte fino alla fondazione de Il Giornale dell’Arte. A dicembre 2024 Allemandi, convinto sostenitore di un’editoria e di una stampa di qualità, aveva venduto la casa editrice e Il Giornale dell’Arte a una nuova proprietà, guidata da Intesa Sanpaolo e composta anche da Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Oggi Michele Coppola presiede casa editrice e rivista, affidata alla direzione di Luca Zuccala. Umberto Allemandi lascia la moglie Anna Somers Cocks, storica dell’arte e giornalista a lungo alla guida di The Art Newspaper, e i figli Beatrice e Alessandro. Il nome Allemandi, uno dei rari editori indipendenti dai grandi gruppi, rimane legato a una delle esperienze più gloriose dell’imprenditoria culturale torinese e dell’editoria d’arte italiana, capace di affermarsi ed espandersi a livello a globale. Un unicum nel panorama italiano.

