Impegno, rigore, ma anche cura e affetto sono i valori che lascia alle figlie Maria e Gabriella e ai nipoti Tommaso, Simone, Regina, Marianna, Elisabetta e Margherita.
Articolo "Corriere della Sera" del 11/03/2026
Vittorio Bennani, una vita tra i conti di Olivetti e l’Università di EconomiaRigoroso, uomo di grande rettitudine, allo stesso tempo capace di una gentilezza e di un’eleganza discrete. Professionista stimato, padre, nonno e zio molto amato, Vittorio Bennani si è spento all’età di 88 anni. Consulente tributario in Olivetti, è stato anche docente all’Università di Economia e Commercio di Torino. Era nato nella Modena del dopoguerra e aveva studiato sui banchi della Ragioneria, dove aveva conosciuto Laura Morandi, compagna di una vita. Dopo gli studi di Economia a Bologna arrivò l’occasione Olivetti. Trasferitosi in Piemonte, iniziò la gavetta a Candia. In seguito arrivò la chiamata negli uffici di Ivrea e la carriera nell’ufficio tributario che lo portò, a soli 33 anni, alla nomina di dirigente. Negli anni Sessanta si avvicinò anche all’Università di Torino e, entrato in aula come assistente, raggiunse in seguito la direzione del dipartimento di Finanza. Parallelamente proseguiva il lavoro in Olivetti, prima sotto la guida di Bruno Visentini e poi di Carlo De Benedetti. Anche dopo aver lasciato la direzione dell’ufficio tributario, la collaborazione con l’azienda continuò come consulente esterno. Nel tempo si aggiunsero numerosi incarichi, dalla Fondazione Agnelli ad aziende come Galbusera, Bauli, Safilo e Luxottica. Ricoprì il ruolo di presidente del collegio sindacale, così come in Cofide – Gruppo De Benedetti. Da una parte la responsabilità nell’amministrazione delle società, dall’altra l’impegno universitario. Le domande che avrebbe rivolto agli studenti spesso lo accompagnavano nei tragitti in auto tra Torino e Ivrea. Le sue grandi passioni restavano però la famiglia, la sua casa e la barca tra Lavagna e il Circeo. Nella carriera dimostrò sempre coraggio, rifiutando ogni comoda accondiscendenza. In famiglia mostrò la stessa forza d’animo, affrontando anche il dolore più grande: la perdita del figlio Saverio, scomparso a 23 anni a causa della distrofia muscolare. Impegno, rigore, ma anche cura e affetto sono i valori che lascia alle figlie Maria e Gabriella e ai nipoti Tommaso, Simone, Regina, Marianna, Elisabetta e Margherita.

