Uomo di profonda cultura, legato alla sua famiglia, la moglie Teresa, la figlia Francesca e il fratello Maurizio, aveva partecipato a diverse missioni medico-umanitarie in Africa, portando la sua esperienza al servizio di chi ne aveva bisogno. «Perché curare, per lui, non era un privilegio riservato a pochi, ma un dovere universale» amava ripetere.
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«Ha dovuto affrontare la malattia ed è stato ricoverato a Candiolo — racconta Pier Luigi Marta —. Tra i momenti più significativi, il 1969, quando proprio a noi venne affidato il compito di riportare in città la festa di San Savino. Anche negli ultimi giorni ha continuato a pensare agli interessi della città e del suo futuro con la stessa passione di sempre»
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«Ci sono vite che si intrecciano in modo duraturo con il destino di una comunità, fino a diventarne parte della memoria condivisa. Ivrea vive oggi uno di questi passaggi, salutando Fiorenzo — ha spiegato il sindaco Matteo Chiantore —. La sua autorevolezza, riconosciuta a livello territoriale, nasceva da una conoscenza attenta del contesto e da una presenza costante, capace di tenere insieme decisione e ascolto».
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L’ultimo saluto è stato celebrato presso la Sala del Commiato della Casa funeraria Cavallari a Ivrea.
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La scomparsa di Sara lascia un vuoto davvero incolmabile nelle vite di Stefano, del figlio Pietro, dei genitori Marina e Francesco e del fratello Stefano. Il funerale è stato celebrato a Lessolo.
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I due hanno suggellato la loro unione con il matrimonio e adesso Simona e Gioele porteranno avanti per tutta la vita il ricordo di un grande marito e di un papà straordinario.
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L'ultimo saluto si è tenuto sabato, nella chiesa parrocchiale di Torre Balfredo.
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