Necrologio di GIORGIO OCCHIENA


In Memoria di
GIORGIO OCCHIENA
Età 85
Corriere della Sera
«A Torino, nella chiesa dei Santi Angeli Custodi gli abbiamo tributato l’ultimo saluto — dice ancora Bocca —. Ci siamo stretti a fianco della moglie Laura e ai figli Massimo e Marco nel ricordo di un grande e indimenticabile amico».

Articolo "Corriere della Sera" del 04/04/2026

Giorgio Occhiena, una vita in sella

«Il ciclismo era il suo grande amore». La bicicletta era il suo grande amore. Giorgio Occhiena aveva 85 anni e aveva speso gran parte della sua vita a dare risalto al ciclismo torinese. ‘«Dopo essere stato un buon corridore dilettante negli anni giovanili, vincente soprattutto su pista — racconta Franco Bocca, amico e giornalista—. Nel 1990 era stato tra i fondatori, e poi tra i principali animatori, dell’Associazione Piemontese Corridori Ciclisti, sodalizio di cui per molti anni aveva ricoperto la carica di vice Presidente». Un uomo gentile, allegro pieno di vitalità che aveva sempre una buona parola per tutti. Si era sempre speso per la crescita del movimento e, anche per questo aveva sempre collaborato con altri grandi di questo sport come Guido Messina, Franco Balmamion, vincitore di due giri d’Italia, e Italo Zilioli, tutti portabandiere del ciclismo piemontese e vincitori di tappe o giri d’Italia. Una passione che, nonostante non avesse mai praticato a livello professionistico, lo aveva portato ad organizzare, ed essere presente, sulle strade del Piemonte per dedicarsi ai dilettanti, i piu giovani che si avvicinano allo sport su due ruote. Quello sport che lui aveva iniziato fin da bambino. E lui, con la delicatezza quasi di un padre, dispensava consigli, dava suggerimenti o anche cercava solo di consolare con una battuta chi non aveva raggiunto il risultato sperato. «Aveva sempre il sorriso in viso — dicono ancora gli amici —. Non si arrabbiava mai. Mai una parola fuori posto. Mai un tono sbagliato. E poi era molto preparato sul ciclismo. Un ambiente che lui considerava come casa. Per questo era stato vice presidente dell’associazione corridori piemontesi ed era considerato come un “factotum” nell’ambiente delle gare». Sposato con Laura, che gli e stata accanto tutta la vita, aveva avuto i figli Massimo e Marco. «A Torino, nella chiesa dei Santi Angeli Custodi gli abbiamo tributato l’ultimo saluto — dice ancora Bocca —. Ci siamo stretti a fianco della moglie Laura e ai figli Massimo e Marco nel ricordo di un grande e indimenticabile amico».

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