Necrologio di CARLO LODOVICO FIORDALISO


In Memoria di
CARLO LODOVICO FIORDALISO
Età 84
Corriere della Sera
Un abbraccio collettivo, caloroso come lui sapeva essere.

Articolo "Corriere della Sera" del 16/04/2026

Carlo Fiordaliso, una vita per i diritti

«Era un sindacalista di grande valore». Chi ha avuto la fortuna di affiancarlo sa che Carlo non alzava mai la voce, ma non perdeva mai una battaglia. Carlo Lodovico Fiordaliso si è spento a 84 anni, lasciando un vuoto profondo nel mondo sindacale italiano. Torinese d’origine e d’anima, ha costruito decenni di impegno concreto: prima come segretario generale nazionale Uil Sanità — ruolo ricoperto dal 1977 al 2000 — poi come fondatore e guida della Uil Federazione poteri locali fino al 2000, quindi come segretario confederale Uil dal 2009. Ha presieduto l’Istituto di studi sindacali Uil Italo Viglianesi, realtà che aveva a cuore perché convinto che la formazione fosse la vera spina dorsale di un sindacato moderno. Ha ricoperto inoltre il ruolo di vicepresidente nazionale della Fondazione Nenni, portando nel dibattito politico e culturale quella stessa concretezza che lo distingueva ai tavoli contrattuali. Era radicato nell’area socialista, e lo era con coerenza, senza opportunismi. Contrattualista di razza nel pubblico impiego, innovatore riconosciuto, era tra i pochi capaci di tradurre norme complesse in tutele reali per lavoratori spesso lasciati ai margini del confronto. Sapeva leggere una legge e trasformarla in diritti concreti. Non a caso, fu chiamato a relazionare alla Stanford University in California e all’Università di Siena su temi cardine come la legge 833 e la legislazione sanitaria italiana. «Carlo è stato un maestro di vita, umanità e laicità per intere generazioni del nostro sindacato» ricorda Gianni Cortese, segretario generale Uil Piemonte. «Abbiamo condiviso decenni di lavoro: lui alla guida nazionale, io come segretario regionale. Ha ispirato il mio modo di fare sindacato». Fuori dagli uffici, Carlo era un lettore instancabile. La storia lo affascinava, e su tutti spiccava Giuseppe Garibaldi: lo studiava, lo citava, ci si ritrovava. Quei libri erano la sua bussola. Domani alle ore 10, nella chiesa di San Giovanni Bosco, la comunità e gli amici del sindacato che ha amato gli daranno l’ultimo saluto. Un abbraccio collettivo, caloroso come lui sapeva essere.

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