«Durante l’escursione di domenica al monte Roisetta doveva essere capogita. Ma da un paio di mesi aveva problemi di salute e non essendo sicuro di partecipare, aveva rinunciato al ruolo. Camminare con lui significava condividere fatica, silenzi e sorrisi, nel modo più autentico che la montagna insegna. Lo ricordiamo per la sua passione sincera per la montagna, per lo spirito di amicizia e per la presenza discreta e generosa».
Articolo "Corriere della Sera" del 21/04/2026
Alessandro Defedele, tradito dalle cime che tanto amava«La montagna è una grande palestra di vita», ripeteva Alessandro Defedele. Ed è morto proprio durante la gita scialpinistica organizzata sul monte Roisetta, in Valle d’Aosta. «Se ne è andato sulle vette che tanto amava — racconta Fernando Genova, del Cai di Pianezza —, colpito da un attacco cardiaco mentre era in salita». Un’intera vita trascorsa sui sentieri delle vallate tra Piemonte e Valle d’Aosta. «Alpinista e sciatore esperto, socio della nostra sezione da molti anni, è stato componente del consiglio direttivo della sezione stessa fino ad un paio di anni fa», dice ancora Genova. «Durante l’escursione di domenica al monte Roisetta doveva essere capogita. Ma da un paio di mesi aveva problemi di salute e non essendo sicuro di partecipare, aveva rinunciato al ruolo. Camminare con lui significava condividere fatica, silenzi e sorrisi, nel modo più autentico che la montagna insegna. Lo ricordiamo per la sua passione sincera per la montagna, per lo spirito di amicizia e per la presenza discreta e generosa».

