Non più presenza, ma eco di quando mi insegnavi come stare al mondo. Ciao mamma.
Articolo "Corriere della Sera" del 20/05/2026
L’ultimo saluto ad Agnese Postiglione «Adesso ti cerco nel tuo “stai attenta”»Così alla fine il momento è arrivato. Tutto continua come prima e, allo stesso tempo, niente è più lo stesso. Le persone parlano, il telefono squilla, il mondo insiste. Ma sotto questa superficie c’è una frattura nuova, invisibile agli altri. Le cose hanno imparato a procedere senza di te, io devo ancora capire come si fa a seguirle. L’ospite inatteso — maledetto — è arrivato con arroganza e ha sparigliato le carte di tutti, ma ci ha lasciato il tempo di parlare. Tempo vero, tempo lento. Tempo fragile e prezioso, che all’inizio sembrava soltanto una condanna e che invece, senza che ce ne accorgessimo, è diventato un regalo. Ci ha obbligato a fermarci. A lasciare fuori il rumore inutile delle giornate, le corse, le distrazioni, le parole rimandate «a dopo», come se fosse garantito per sempre. Abbiamo parlato della paura , della vita, del coraggio quotidiano che non c’entra niente con l’eroismo. Dei ricordi che continuavano a farci ridere nonostante tutto. Delle fatiche che avevi nascosto per anni dietro il tuo modo prepotente di proteggere tutti. Io ti guardavo e vedevo mia madre, e poi ti ho vista davvero con la tua forza silenziosa, la dignità con cui attraversavi il dolore, la cura ostinata che avevi per noi persino mentre il tuo corpo si arrendeva lentamente. «È lei che protegge voi», ci hanno detto un giorno gli operatori dell’associazione Luce per la Vita, accettando di buon grado di usare parole edulcorate da noi perché tu non riconoscessi l’ospite che ti abitava da un po’. Pensa che noi pensavamo di proteggere te, poveri illusi. Ci siamo spiegate tante cose senza nominarle davvero. Ferite antiche hanno smesso di fare rumore. Alcuni silenzi si sono ricuciti da soli, semplicemente restando vicine. Coraggiosa madre. Sei stata guida, insegnamento e argine. Sei stata la strada spianata e il ponte sicuro. Adesso ti cerco nel tuo «stai attenta» detto senza enfasi ma pieno di senso. E dentro questa perdita che non so ancora nominare bene, resta qualcosa che non si è spezzato. Non la fine del legame, il suo cambiamento di forma. Non più presenza, ma eco di quando mi insegnavi come stare al mondo. Ciao mamma.

