Necrologio di PAOLO VENCO


In Memoria di
PAOLO VENCO
Età 91
Corriere della Sera
«Paolo seppe dare a Giaveno una forte impronta orientata allo sviluppo – dice l’attuale sindaco, Stefano Olocco -. Grazie alla sua conoscenza del mondo finanziario, riuscì sempre a garantire le risorse per poter avviare e attuare grandi opere. Aveva una visione ampia e lucida, un modo di agire sempre garbato e moderato. E così riusciva a spiegare in parole semplici anche concetti molto complicati».

Articolo "Corriere della Sera" del 23/05/2026

Paolo Venco, l’assessore mecenate che ha fatto grande la Val Sangone

Lo chiamavano l’assessore gentile, ma non era solo un uomo politico. Paolo Venco, morto a 91 anni, è stato un mecenate capace di lasciare un segno profondo nella vita culturale e artistica della Val Sangone. Ed era molto conosciuto anche nella città di Torino. Per oltre vent’anni, infatti, è stato uno stimato consigliere della Fondazione Accorsi-Ometto, l’ente che gestisce l’omonimo museo d’arti decorative sito in via Po. «Paolo era una delle persone più straordinarie che io abbia mai conosciuto — racconta Luca Mana, direttore della Fondazione —. Un uomo semplice, ma dal pensiero profondo: l’esatto contrario di quanto si trova spesso nella società di oggi, cioè persone complesse ma con un pensiero superficiale. Lo definirei un classico uomo del Novecento. In Fondazione ha dato un contributo fondamentale come garante dello statuto. Ha sempre condiviso il valore del rispetto della tradizione, coltivando la memoria di Pietro Accorsi e della città di un tempo». Oggi, il lavoro di Paolo è portato avanti dalla figlia Maria, anche lei coinvolta nell’ente. Nato a Torino, Paolo Venco si trasferì in Val Sangone dall’infanzia, quando il padre Giuseppe si spostò a Coazze per diventare amministratore dello iutificio De Fernex. Poi si stabilì a Giaveno, e prese a cuore la causa del suo paese fino a impegnarsi in politica. Fu assessore al Bilancio e alla Cultura nelle giunte guidate da Osvaldo Napoli e Daniela Ruffino. Con quest’ultima, oggi deputata, è stato anche vicesindaco. «Se n’è andato un caro amico, uomo di grande cultura e sensibilità», è il ricordo della parlamentare torinese. I valori di Paolo traevano origine da una famiglia impegnata nella Resistenza. Il fratello della madre, Enrico Valobra, di religione ebraica, fu catturato di notte a Giaveno e deportato nel lager di Mauthausen, dove morì il 22 marzo 1945. Dal 2018 una pietra ne ricorda la vicenda. Venco ha sempre portato avanti la memoria dello zio in un territorio che ha contribuito a valorizzare anche e soprattutto dal punto di vista della cultura, promuovendone per decenni le radici storiche e l’arte. «Paolo seppe dare a Giaveno una forte impronta orientata allo sviluppo – dice l’attuale sindaco, Stefano Olocco -. Grazie alla sua conoscenza del mondo finanziario, riuscì sempre a garantire le risorse per poter avviare e attuare grandi opere. Aveva una visione ampia e lucida, un modo di agire sempre garbato e moderato. E così riusciva a spiegare in parole semplici anche concetti molto complicati».

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