Necrologio di SALVATORE CUSTODERO


In Memoria di
SALVATORE CUSTODERO
Età 102
Corriere della Sera
Salvatore Custodero lascia un’eredità che appartiene alla storia industriale e scientifica del Paese: ha saputo trasformare l’atomo da incubo militare a strumento di vita e innovazione.

Articolo "Corriere della Sera" del 13/06/2026

Salvatore Custodero, pioniere dell’atomo

È stato l’uomo che ha saputo vedere nell’atomo non la minaccia della distruzione bellica, ma la promessa di una modernità civile e scientifica. Salvatore Custodero è scomparso sabato all’età di 102 anni. Ingegnere e figura centrale nella ricerca scientifica nazionale, Custodero è stato l’ultimo testimone di una stagione in cui l’Italia sognava di guidare il progresso tecnologico mondiale attraverso l’energia nucleare per scopi civili. Un’epoca d’oro per la scienza. Nato il 21 aprile 1924, studiò ingegneria negli anni Quaranta, mentre il Politecnico di Torino veniva bombardato e la città subiva l’occupazione tedesca. La svolta arrivò nel 1955, dopo la conferenza di Ginevra sugli usi pacifici dell’atomo. Segnalato alla Fiat, Custodero entrò a far parte della Sorin (Società Ricerche Impianti Nucleari), la società nata dall’alleanza tra Fiat e Montecatini per costruire una competenza nucleare nazionale. Dopo essersi formato nei centri di eccellenza di Harwell e Monaco di Baviera, a soli 33 anni gli fu affidata la direzione del centro di ricerca di Saluggia, nel Vercellese. Fu lui, nel 1959, a guidare l’accensione dell’Avogadro RS-1, il primo reattore nucleare di ricerca costruito in Italia. Per ottenere la licenza di avvio dell’impianto, scrisse personalmente a Felice Ippolito, assicurando che il suo team aveva lavorato giorno e notte per essere pronto alla partenza. Non era una centrale per produrre elettricità, ma un laboratorio sperimentale. La visione di Custodero non si fermò ai reattori. Grazie alle sue intuizioni e alla collaborazione con il cardiochirurgo Angelo Actis Dato, nacquero i primi pacemaker italiani, gettando le basi per la moderna bioingegneria e la diagnostica Pet. Nel centro di Saluggia si faceva ricerca a 360 gradi, dai radiofarmaci agli esperimenti agricoli sull’irradiazione delle patate per inibire la germogliazione, studiando nuovi metodi per la conservazione degli alimenti. Il declino del nucleare italiano dopo Chernobyl e i referendum fu per lui una ferita profonda. «Eravamo dei pionieri», ripeteva in un’intervista realizzata nel 2021 dal figlio Alberto, descrivendo un’epoca di ricostruzione venivano inventate procedure e si assumevano rischi che ad oggi sarebbero impossibili. La sua morte arriva con una coincidenza simbolica: proprio nei giorni in cui l’Italia riapre ufficialmente il dossier legislativo sull’energia atomica. Salvatore Custodero lascia un’eredità che appartiene alla storia industriale e scientifica del Paese: ha saputo trasformare l’atomo da incubo militare a strumento di vita e innovazione.

nessuna cerimonia caricata

Visibile a tutti gli utenti