Necrologio di LUISA RICALDONE


In Memoria di
LUISA RICALDONE
Età 76
Corriere della Sera
«Impossibile dimenticare la sua grande capacità di condividere e mettersi in relazione, la grande attenzione a chi la circondava — è il ricordo del comitato organizzatore — ma anche la vitalità materiale e intellettuale che la rendeva insofferente alle ingiustizie».

Articolo "Corriere della Sera" del 13/06/2026

Luisa Ricaldone, storica delle donne

Una fine letterata, un’insegnante appassionata, una donna mai superficiale e dedita a trasmettere tutto il suo amore per la cultura. Questo era Luisa Ricaldone, 76 anni, già docente universitaria di Letteratura italiana contemporanea a Torino, scrittrice, presidente della Società italiana delle letterate, lettrice all’Università di Vienna e componente del Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne (Cirsde). Studiosa apprezzata in Italia e all’estero, ha svolto estese indagini sull’evoluzione dell’empowerment femminile, anche e soprattutto analizzando la personalità di scrittrici e autrici anche poco note. Tra gli argomenti da lei approfonditi ci sono stati temi delicati e importanti come l’evoluzione delle condizioni di lavoro delle donne e la rappresentazione e il significato della vecchiaia, a cui ha dedicato il suo ultimo libro, Ritratti di donne da vecchie, edito da Iacobelli nel 2017: un pamphlet contro i tabù dell’età che avanza. «Della storia delle donne sappiamo che ciò che è invisibile e sotterraneo è ciò che si è perso e anche ciò che abbiamo sotto gli occhi e non riusciamo a vedere, ovvero il rimosso del presente». Era una delle tesi che Luisa ha ripercorso, insieme a Laura Graziano, nel saggio Visibile e invisibile, edito da Iacobelli. È stata solo una delle fatiche letterarie di Luisa, una prolifica autrice che conosceva la letteratura delle donne a menadito, avendo ampliato il suo raggio di ricerca non solo all’epoca contemporanea, ma anche ai secoli scorsi. Ad esempio, nel 2000 per la casa editrice Il Poligrafo diede alle stampe Geografie e genealogie letterarie. Erudite, biografe, croniste, narratrici, épistolières, utopiste tra Settecento e Ottocento, scritto a quattro mani con Adriana Chemello. Luisa ha inoltre preso parte a lavori collettivi, tra cui A History of Women’s Writing in Italy, Il simbolico in gioco. Letture situate di scrittrici del Novecento, Storia di Torino, Lo spazio della scrittura. Letterature comparate al femminile. Luisa amava la scrittura delle donne, perché aveva una capacità unica di cogliere la ricchezza che deriva dalla diversità. Non a caso ha anche fatto parte della giuria di «Lingua madre», concorso letterario nazionale da tempo parte integrante del programma del Salone del Libro di Torino che mette al centro le storie di donne immigrate in Italia. «Impossibile dimenticare la sua grande capacità di condividere e mettersi in relazione, la grande attenzione a chi la circondava — è il ricordo del comitato organizzatore — ma anche la vitalità materiale e intellettuale che la rendeva insofferente alle ingiustizie».

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