Con la sua scomparsa, l’eredità visiva di Garelli resta oggi affidata alle opere esposte nel progetto del cuNeo gotico e ispirate direttamente ai grotteschi degli affreschi di Bastia Mondovì, come La Monregaleisa e L’Albeisa, oltre che alle celebri grafiche commerciali e alle tele dedicate ai suoi storici cicli pittorici.
Articolo "Corriere della Sera" del 20/06/2026
Titti Garelli, pittrice e pubblicitariaIl rigore del passato e la sua moderna sensibilità. Sono queste le caratteristiche del percorso artistico di Titti Garelli, scomparsa all’età di 78 anni dopo una carriera ventennale nella pubblicità internazionale e il doppio degli anni nella pittura pura. Nata nel 1948 nel capoluogo piemontese, ha saputo costruire un percorso artistico unico. Allieva di Sergio Saroni all’Accademia Albertina, Garelli è stata una figura centrale dell’immagine contemporanea, capace di passare dalle iconiche campagne all’acquerello per colossi dell’industria alla pittura pura. Per Barilla e Mulino Bianco ha firmato le celebri illustrazioni delle scatole di latta da collezione e i disegni per i ricettari, oltre a collaborare alla creazione grafica delle storiche Sorpresine nei dadi di cartone, mentre per Chicco ha illustrato le linee di confezioni dedicate alla prima infanzia. A queste si aggiungono le raffinatissime confezioni per Caffarel e i disegni floreali che hanno decorato a lungo le vetrine dell’aeroporto di Caselle. Il mercato internazionale la premiava negli Stati Uniti, dove i suoi primi quadri riscossero un successo immediato. Dagli anni Ottanta la scelta di ritirarsi nello studio per dedicarsi alla tela, popolata da figure femminili ambigue e sospese. Celebri i suoi cicli come Le bambine cattive — riflessione ironica e inquieta sull’infanzia lontana dagli stereotipi — e le Regine Gotiche, adolescenti avvolte in velluti e broccati che si stagliano su fondi oro medievali, capaci di fondere il rigore rinascimentale con suggestioni del cinema horror, della moda e dei manga. Un legame con il territorio piemontese culminato nella grande mostra del 2014 a Mondovì, all’interno della Chiesa di Santo Stefano. Nonostante la malattia avanzasse, lo scorso anno Garelli era riuscita a inaugurare la sua ultima esposizione a Ciriè, presso Palazzo D’Oria.L’esposizione nel Canavese è stata l’ultima tappa di una produzione mantenuta attiva fino alla fine, nonostante un tumore al cervello che l’ha fatta soffrire moltissimo. Questo capitolo conclusivo chiude un cammino umano e professionale condiviso per decenni con il marito, il fotografo e artista Plinio Martelli, scomparso nel 2016. Il loro è stato un legame in cui la pittura e la fotografia si sono costantemente sfiorate, senza tuttavia sovrapporsi mai. Con la sua scomparsa, l’eredità visiva di Garelli resta oggi affidata alle opere esposte nel progetto del cuNeo gotico e ispirate direttamente ai grotteschi degli affreschi di Bastia Mondovì, come La Monregaleisa e L’Albeisa, oltre che alle celebri grafiche commerciali e alle tele dedicate ai suoi storici cicli pittorici.

