Necrologio di PIERO AMERIO


In Memoria di
PIERO AMERIO
Età 92
Corriere della Sera
L’eredità di Amerio resta affidata alla sua vasta produzione saggistica, ai suoi scritti e alle ricerche universitarie sulla centralità dei legami sociali e alla fioritura del suo storico roseto astigiano.

Articolo "Corriere della Sera" del 20/06/2026

Piero Amerio, psicologo e botanico

È scomparso Piero Amerio, 92 anni, una figura che ha saputo unire il rigore della scienza alla delicatezza della poesia. Professore emerito di Psicologia sociale all’Università di Torino, Amerio è stato tra i maggiori promotori della psicologia di comunità in Italia. Capace di trasformare la disciplina in uno strumento per comprendere l’interazione tra l’individuo e il suo contesto sociale. La sua scomparsa è avvenuta a tre anni di distanza da quella della moglie Gisella Giambone, figlia del martire partigiano Eusebio, medaglia d’oro al valor militare alla memoria. La sua carriera accademica ha superato i confini nazionali: nel 1996 ha ricevuto il Premio alla Carriera conferitogli dall’Association internationale pour la diffusion de la recherche en Psychologie sociale a Parigi. Ha diretto per anni all’interno dell’Ateneo torinese il Dipartimento di Psicologia, di cui ha guidato i primi passi. Ha contribuito alla sua stessa fondazione, indirizzandone e coordinandone le ricerche scientifiche verso temi complessi come la dissonanza cognitiva: i piccoli gruppi, la sicurezza individuale e lo sviluppo dei legami nei quartieri urbani. Il suo volume Fondamenti di psicologia di comunità è diventato un punto di riferimento per la formazione di intere generazioni di professionisti. Il concetto centrale dei suoi studi è il «soggetto attivo in un contesto dato»: un invito a considerare le persone come attori capaci di influenzare e trasformare la realtà che abitano. Amerio si è occupato di problematiche sociali anche fuori dalle aule universitarie, ricoprendo il ruolo di consigliere comunale tra il 1993 e il 1997, eletto come indipendente nelle file della coalizione di Alleanza per Torino, venendo successivamente nominato consigliere emerito. Amerio coltivava un’anima poetica e botanica, parallela alla carriera universitaria. Tra le colline astigiane di Castell’Alfero Amerio ha creato il Roseto della Sorpresa, oggi inserito nell’elenco ufficiale dei giardini storici della Regione Piemonte. Oltre cinquecento varietà di rose antiche e rare, spesso salvate in vecchi monasteri abbandonati del territorio piemontese. Curare una pianta o limare una poesia (come nelle raccolte Veglia nell’età con paesaggi o Altre parole) richiedeva per lui la stessa pazienza necessaria a studiare la mente umana. Da questa cura è nato, nel 2010, il saggio Storie di rose antiche, dove la botanica dialoga con Dante, Teofrasto e Shakespeare. L’eredità di Amerio resta affidata alla sua vasta produzione saggistica, ai suoi scritti e alle ricerche universitarie sulla centralità dei legami sociali e alla fioritura del suo storico roseto astigiano.

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