Un’ondata di cordoglio che certamente le rende meno pesante il distacco dal compagno di una vita.
Articolo "Corriere della Sera" del 11/07/2026
Leonardo Berrino, tipografoIl tipografo con il cuore Toro, Leonardo Berrino, se n’è andato a 87 anni e la sua squadra di calcio lo ha ricordato con una nota ufficiale. «Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club si stringono con affetto intorno alla famiglia Berrino nel ricordo di Leonardo Berrino, orgoglioso tifoso granata e figura di rilievo del Circolo Soci Torino Fc 1906. Alla famiglia, ai parenti e ai tantissimi amici il profondo cordoglio e il fraterno abbraccio di tutto il mondo Toro». Non poteva essere altrimenti, vista la storia personale di Leonardo, uno dei fondatori dello storico Circolo Soci Torino FC 1906, il sodalizio di tifosi tuttora in piena attività che fino agli anni Novanta contribuiva attivamente alla vita del club attraverso il possedimento di azioni societarie. Granata fino al midollo, Berrino era più di un semplice tifoso. Titolare di una storica tipografia, è stato per molti anni il punto di riferimento del club per le stampe di biglietti, documenti e fotografie. Così aveva trovato il modo di mettere il mestiere che aveva imparato da ragazzino al servizio della sua più grande passione. Oggi la tipografia è portata avanti dai figli, Davide e Alberto. Ma nella vita di Leonardo c’è stato molto altro. Come non ricordare, ad esempio, i suoi grandi sforzi in campo sociale. Leonardo Berrino è stato uno storico volontario dell’associazione Santa Maria, per molti anni ha organizzato viaggi e trasferte a Lourdes, anche tramite raccolte fondi. E lo ha fatto sempre con un occhio di riguardo per le persone in difficoltà dal punto di vista medico. Non solo: faceva anche il barelliere, provvedendo materialmente al trasporto di malati e degenti in visita al santuario mariano. Cuore, coraggio e altruismo non gli mancavano: valori in cui molti tifosi granata si riconoscono. Alpino in gioventù – sulla sua bara, durante le esequie, è stato depositato un cappello con la penna insieme a un distintivo del Torino –, Berrino era una persona di compagnia che amava coltivare rapporti (chiamava «Club del Pavone» un circolo privato che aveva costituito con i suoi amici più vari) e collezionare oggetti d’epoca. Custodiva con grandissima gelosia un’incredibile raccolta di bottiglie di whiskey (ne aveva circa 500), ma amava anche i libri antichi e oggetti come portasigari e portafiammiferi, che ha reperito con pazienza certosina in tantissime visite a mercatini dell’usato come il Balon, tappa fissa del tempo libero. Lascia la moglie Luisa, che è stata sommersa dall’affetto di amici e conoscenti. Un’ondata di cordoglio che certamente le rende meno pesante il distacco dal compagno di una vita.

