Necrologio di ABOLFAZL ASSADI


In Memoria di
ABOLFAZL ASSADI
Età 74
Corriere della Sera
E sarà col sorriso che l’architetto Assadi, da oggi in poi, sarà ricordato.

Articolo "Corriere della Sera" del 04/07/2026

Abolfazl Assadi, architetto

Un architetto preparatissimo, ma soprattutto una persona buona, che ha lasciato un bellissimo ricordo in tutti coloro che hanno avuto a che fare con lui. Se n’è andato Abolfazl Assadi, 74 anni, iraniano di nascita e passaporto, torinese di adozione. Uno che ha lasciato un segno. Anzitutto nel suo lavoro, perché era uno specialista di restauri che ha contribuito a rinvigorire la bellezza di alcuni tra i più importanti edifici e monumenti della Città. Il patrimonio storico di Torino ha beneficiato della sua opera: al suo lavoro si devono interventi su Basilica di Superga, Palazzo Carignano, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Museo delle Scienze. Professionista rinomato e apprezzato, il suo studio in via Roasio era un punto di riferimento per molti committenti importanti, pubblici e privati. Perché Abolfazl era un grande esperto, formatosi attraverso anni di studio e lavoro. Laureato al Politecnico nel 1984, ha ottenuto poi una serie di attestati che gli hanno permesso di diventare uno specialista nel restauro di edifici storici. Le esperienze vissute tra studi di progettazione e imprese di costruzioni gli hanno poi consentito di mettersi in proprio, lavorando come libero professionista. C’era l’architetto Assadi ma c’era soprattutto l’uomo Abolfazl. Si è impegnato moltissimo nel sociale, prestando servizio come volontario presso enti storici come la San Vincenzo, presso cui si rendeva disponibile nel fornire cibo e assistenza a indigenti, e la Croce Verde. Negli anni, infatti, era diventato un esperto soccorritore. «Era una persona brava, tanto preparata nel suo lavoro quanto semplice nel privato — racconta Massimo Maina, volontario della Croce Verde e grande amico di Abolfazl —. Ricordo che sua moglie Luna, iraniana come lui, era un po’ impaurita dal fatto di vederlo uscire di casa di notte o durante le feste per andare a gestire situazioni potenzialmente pericolose, ma il richiamo dell’altruismo per lui era troppo forte». Da tempo, Abolfazl affrontava un tumore: «L’unico periodo in cui si era allontanato dalla Croce Verde è stato quello del Covid; già allora aveva un problema oncologico e non poteva rischiare troppo — continua Massimo —. Nonostante le cure, continuava a dire di stare bene. Un grande esempio per chi tende a lamentarsi per piccole cose». Parlare con Abolfazl era bello; non era solo un uomo di grande cultura, ma un amico che aveva il dono di rasserenare l’interlocutore. «Con lui ci si poteva sfogare e poi si andava via con un sorriso», ricorda Massimo commosso. E sarà col sorriso che l’architetto Assadi, da oggi in poi, sarà ricordato.

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