L’eredità imprenditoriale e valoriale di Gian Maria è oggi portata avanti dai figli Giorgio e Pier Marco, mentre i nipotini Ginevra e Umberto promettono già di sposare la fede granata come ha fatto il nonno.
Articolo "Corriere della Sera" del 18/07/2026
Gian Maria aveva il Toro nel sangueUn gentiluomo vecchio stampo, di quelli che amavano fare del bene con grande discrezione, senza farlo sapere in giro. Con il lavoro e la famiglia da sempre stelle polari di un’intera esistenza. Questo era Gian Maria Ferraresi, 87 anni, storico imprenditore torinese leader della ditta Deluxe, attiva nel settore delle pulizie industriali e del facility management. Era noto negli ambienti granata per il suo storico legame con il Toro, la fede calcistica di una vita. Fu azionista del club ai tempi di Pianelli, all’epoca dell’ultimo scudetto vinto dal club; poi consigliere sotto la presidenza Gerbi e, in seguito, vicepresidente del Circolo Soci Torino FC 1906 del presidente Leonardo D’Alessandro. «Con la scomparsa di Gian Maria ho perso tantissimo — afferma D’Alessandro —. Oltre che un grande sostenitore del nostro circolo, era un vero amico. Una persona perbene: parlava poco, ma sapeva lasciare il segno». Lo ha fatto, Gian Maria, anche per quanto riguarda la ricostruzione del Filadelfia: con la sua azienda è stato infatti sponsor della costruzione di uno dei «pennoni della memoria», le strutture dedicate ai grandi della storia granata presenti nel Cortile interno del centro sportivo che fu teatro delle gesta del Grande Torino e che ospita oggi gli allenamenti della squadra granata. Ferraresi aveva il Toro nelle vene: è stato abbonato allo stadio fino a un anno e mezzo fa, quando la salute gli ha imposto lo stop. Gian Maria iniziò la sua storia imprenditoriale insieme al padre: già alla fine degli anni Cinquanta i due aprivano i battenti della «Casabella», società del settore edile, per poi inaugurare nel 1961 la Deluxe. Nel suo campo, Ferraresi è stato un punto di riferimento, tanto da essere nominato negli anni Novanta presidente del relativo settore merceologico nell’ambito dell’Unione Industriali di Torino. Ma il successo lavorativo non gli ha fatto mai perdere di vista i solidi valori con cui è cresciuto. Per esempio, è stato tra i soci fondatori del Rotary Club di Settimo Torinese; inoltre, era molto legato all’Oasi, l’associazione benefica di don Aldo Rabino di cui è stato un concreto sostenitore. E forse è, in qualche modo, un segno del destino che la scomparsa sia avvenuta a pochi giorni di distanza dall’inaugurazione della nuova via dedicata allo storico padre spirituale granata. L’eredità imprenditoriale e valoriale di Gian Maria è oggi portata avanti dai figli Giorgio e Pier Marco, mentre i nipotini Ginevra e Umberto promettono già di sposare la fede granata come ha fatto il nonno.

