Necrologio di RITA CIACCI


In Memoria di
RITA CIACCI
Età 88
Corriere della Sera
Ha trasmesso l’amore per questo settore anche al figlio Cristian, titolare di una gelateria in corso Belgio, che continua a portare avanti il suo lavoro sfruttando i tanti trucchi del mestiere imparati dai genitori.

Articolo "Corriere della Sera" del 01/08/2026

Rita Ciacci, ristoratrice per passione

Quando Rita e Catullo Ciacci aprirono il loro locale in corso Moncalieri, probabilmente non si aspettavano che sarebbe diventato uno dei punti di riferimento della ristorazione cittadina. Ma con la qualità della cucina e dell’accoglienza hanno reso «Catullo» una tappa fissa di tanti torinesi, compresi molti grandi nomi della politica e dello sport. Catullo, che proveniva dal mondo dello sport, vinse la sua scommessa. Alla sua morte, avvenuta nel 1996, la moglie Rita chiuse l’esperienza in riva al Po, cedendo l’attività, ma aprì un altro locale, «Ri-Ciacci», in strada Mongreno. Un modo per rimanere nel suo mondo, ma cambiando luogo, lasciando per sempre in corso Moncalieri i ricordi dell’avventura umana e professionale vissuti col marito. Lavoro e famiglia, rapporti personali e professionali si erano intrecciati in maniera troppo salda a quel posto in riva al fiume per pensare di poter continuare a lungo senza Catullo. Oggi che Rita ha raggiunto il marito, all’età di 88 anni, si chiude definitivamente una bella pagina di storia del commercio torinese. «Rita era una persona con la P maiuscola — afferma Vito Gioia, di Federvie Piemonte —. Voglio ricordarla come l’ultima volta che ci siamo visti, nella struttura che la ospitava, dove continuava a essere la regina. Ciao Rita. Ti porteremo sempre nel cuore». Gioia ha rievocato ricordi che sono certo condivisi con tantissimi torinesi. «Il menù — prosegue — lo decideva giorno per giorno e si mangiava quello che c’era. E quando la sera si faceva troppo tardi, con il suo sorriso e la sua ironia, diceva: “Ma non avete una casa?”, accompagnandoci elegantemente alla porta». Rita era così, gentile ma la personalità non le mancava, così come il carattere e l’autorevolezza. Sapeva accogliere nel migliore dei modi, e però faceva rispettare le regole. In ogni caso, coltivare i rapporti con i clienti era per lei una vera priorità. E anche questo, insieme ovviamente alla qualità del cibo proposto, ha contribuito al successo di «Catullo», che col tempo è diventato un luogo dove la vita di tutti i giorni si mischiava a pranzi e cene di lavoro importanti. La ristorazione era per Rita una vera passione, il modo che preferiva per mettersi in discussione. E lo ha fatto sempre con successo, ottenendo grandi successi anche con il nuovo locale in strada Mongreno. Ha trasmesso l’amore per questo settore anche al figlio Cristian, titolare di una gelateria in corso Belgio, che continua a portare avanti il suo lavoro sfruttando i tanti trucchi del mestiere imparati dai genitori.

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