I funerali si terranno a Torino mercoledì prossimo nella Reale Chiesa di San Lorenzo.
Articolo "Corriere della Sera" del 14/02/2025
Da Martini & Rossi a Palazzo Madama Maurizio Cibrario, manager con arte.Mercoledì alla chiesa di San Lorenzo i funerali del presidente dell'azienda di Pessione. «Il primo compito che mi assegnò Theo Rossi fu quello di accompagnare un carico di fuochi artificiali in Grecia, dove uno spettacolo pirotecnico avrebbe dovuto illuminare una festa organizzata nel panfilo del conte di Montelera». Amava raccontare questa storia risalente a mezzo secolo fa Maurizio Cibrario, il presidente onorario di Martini & Rossi e a capo della Fondazione Torino Musei fino al 2022, scomparso mercoledì a Ginevra all'età di 84 anni. Lo divertiva stupire l'interlocutore. E in seconda battuta poteva spiegare perché quell'incarico assegnato a lui, giovane 32enne appena entrato nell'azienda di Pessione, come direttore degli affari europei, a partire dal 1972, era delicato quanto importante. «Martini & Rossi era già una multinazionale nel 1920. I party degli anni Settanta erano simbolo di quell'epopea, popolati dal Jet set internazionale». Maurizio Cibrario, liceo classico al l'Alfieri e poi laurea in Giurisprudenza, è stato a lungo della «grande» Martini & Rossi, icona di eleganza nel mondo e al cinema, espressione massima della «Torino da bere». Cibrario ha trascorso la sua carriera manageriale, con passo felpato del nobile diplomatico sabaudo, all'interno dell'azienda di Pessione, anche dopo il 1993, quando Martini è entrata nell'orbita di Bacardi. Direttore degli affari europei, poi direttore per le relazioni esterne, membro del comitato esecutivo, dg a Monaco, e presidente della Martini & Rossi. Maurizio Cibrario ha ricoperto tanti incarichi associativi: vice presidente di Federvini e di Federalimentare, ma la sua passione era per l'arte, soprattutto quella moderna. Ecco perché dopo l'esperienza al vertice della Consulta per la Valorizzazione dei beni artistici accolse con entusiasmo la nomina alla presidenza di Torino Musei. I dipendenti di Palazzo Madama ancora si ricordano il suo passo deciso nei corridoi durante i giorni di Natale. Il presidente ci teneva a salutare tutti, uno e per uno, per gli auguri. I suoi rapporti con i Musei Vaticani, era Cavaliere dell'Ordine di San Gregorio Magno, sono serviti, e non poco, a ospitare tele preziose. Gli anni in Fondazioni non sono stati tutti sereni. I tagli alla cultura e il rischio (evitato) licenziamenti collettivi, avevano messo alla prova la sua nota pazienza. Nominato dall'ex sindaca Appendino, aveva lasciato anzitempo il suo incarico comprendendo che la nuova giunta intendeva applicare lo spoil system. Da allora si è visto di rado a Torino, soggiornando perlopiù nella sua residenza in Svizzera. Fino a mercoledì quando è spirato a Ginevra. Lascia la moglie e due figli. I funerali si terranno a Torino mercoledì prossimo nella Reale Chiesa di San Lorenzo.