Ne danno l’annuncio le Sorelle dell’Istituto Santa Maria degli Angeli, la cognata Mirella e i nipoti con le loro famiglie.
Con la sua scomparsa, l’eredità visiva di Garelli resta oggi affidata alle opere esposte nel progetto del cuNeo gotico e ispirate direttamente ai grotteschi degli affreschi di Bastia Mondovì, come La Monregaleisa e L’Albeisa, oltre che alle celebri grafiche commerciali e alle tele dedicate ai suoi storici cicli pittorici.
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L’eredità di Amerio resta affidata alla sua vasta produzione saggistica, ai suoi scritti e alle ricerche universitarie sulla centralità dei legami sociali e alla fioritura del suo storico roseto astigiano.
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Salvatore Custodero lascia un’eredità che appartiene alla storia industriale e scientifica del Paese: ha saputo trasformare l’atomo da incubo militare a strumento di vita e innovazione.
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«Impossibile dimenticare la sua grande capacità di condividere e mettersi in relazione, la grande attenzione a chi la circondava — è il ricordo del comitato organizzatore — ma anche la vitalità materiale e intellettuale che la rendeva insofferente alle ingiustizie».
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Oggi sono tutti adulti, ma porteranno sempre con sé l’insegnamento di nonna Giovanna: la sostanza conta più dell’apparenza.
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La professionalità, ma anche la cordialità e simpatia, lo rendevano amato dalle persone e hanno fatto della pasticceria un punto di incontro per chi viveva il quartiere.
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